Eventi speciali

Luigi Rolandi presenta alla comunità scientifica della Scuola Normale la scoperta del bosone di Higgs


Luigi Rolandi, ricercatore senior al Cern di Ginevra, professore alla Scuola Normale di Pisa, coordinatore di uno degli esperimenti sul bosone di Higgs, ha presentato in Aula Bianchi i risultati della recente scoperta del Cern di Ginevra destinata a gettare nuova luce sull’origine del mondo. “Questi sono solo i primi passi – ha spiegato – ci saranno ulteriori ricerche. La particella , ad esempio, potrebbe fornire utili indicazioni sulla materia oscura».

Abraham Loeb: Future Frontiers in Cosmology from a Galilean Perspective (Lecture IV)


Abraham Loeb Chair, Astronomy Department, Harvard University Director, Institute for Theory and Computation (ITC) CATTEDRA GALILEANA ASSOCIAZIONE AMICI DELLA SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI PISA Lecture IV | Wed Jul 04th - Sala Azzurra, 11.00 a.m. Future Frontiers in Cosmology from a Galilean Perspective

Abraham Loeb: A Closer Look at Black Holes (Lecture III)


Chair, Astronomy Department, Harvard University Director, Institute for Theory and Computation (ITC) CATTEDRA GALILEANA ASSOCIAZIONE AMICI DELLA SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI PISA Lecture III | Tue Jul 03rd - Sala Azzurra, 11.00 a.m. A Closer Look at Black Holes

Abraham Loeb: The First Galaxies and Reionization (Lecture II)


Chair, Astronomy Department, Harvard University Director, Institute for Theory and Computation (ITC) CATTEDRA GALILEANA ASSOCIAZIONE AMICI DELLA SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI PISA Lecture II | Wed Jun 27th - Aula Contini, 11.00 a.m. The First Galaxies and Reionization

Abraham Loeb: Structure Formation in the Universe (Lecture I)


Chair, Astronomy Department, Harvard University Director, Institute for Theory and Computation (ITC) CATTEDRA GALILEANA ASSOCIAZIONE AMICI DELLA SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI PISA Lecture I | Tue Jun 26th - Sala Azzurra, 11.00 a.m. Structure Formation in the Universe

Laura Montagnaro (IULM) - Insegnamento e apprendimento della scrittura nel Veneto antico: i dati desumibili dalla documentazione


Martedì 17 aprile 2012- Laura Montagnaro (IULM) "Insegnamento e apprendimento della scrittura nel Veneto antico: i dati desumibili dalla documentazione" Nel panorama delle lingue dell’Italia preromana l’ambito venetico si è rivelato particolarmente interessante per quanto concerne lo studio e la conoscenza degli usi scrittori: l’analisi dei testi epigrafici in grafia e lingua venetica, attestati tra il VI e I sec. a.Cr., ha permesso di identificare almeno due fasi di ‘arrivo’ della scrittura nel Veneto antico dall’Etruria. Contestualmente lo studio di una particolare tipologia di ex-voto, che riproduce fedelmente su materiale non deperibile (in quanto oggetti dell’azione votiva) dei prontuari scrittori, ha proiettato luce sui capisaldi dell’insegnamento/apprendimento della scrittura utili alla messa in atto della scrittura stessa. L’intervento si propone di illustrare, attraverso il vaglio della documentazione, le principali tematiche connesse alla scrittura in ambito venetico nonché i risultati di studio raggiunti, ponendo attenzione sui pr incipali punti di problematicità.

Paolo Merlo (Pontificia Università Lateranense, Roma) - L'alfabeto cuneiforme ugaritico: un esempio tra le scritture alfabetiche


Martedì 17 aprile 2012-Paolo Merlo (Pontificia Università Lateranense, Roma) "L'alfabeto cuneiforme ugaritico: un esempio tra le scritture alfabetiche" Dopo una breve introduzione sui sistemi di scrittura alfabetici impiegati nel II mill. a.C. nelle regioni del Levante, illustrerò la scrittura cuneiforme alfabetica di Ugarit nelle sue caratteristiche principali. Seguirà una sintetica presentazione dell’alfabeto e della lingua ugaritica nel contesto delle altre lingue semitiche nord-occidentali, con un breve excursus sul tipo di documentazione rinvenuta e la sua diffusione.

Simona Marchesini, "Evidenza epigrafica e linguistica nell'identificazione dei popoli antichi: il caso del Retico"


Martedì 24 febbraio 2012-Simona Marchesini (Università di Verona) "Evidenza epigrafica e linguistica nell'identificazione dei popoli antichi: il caso del Retico" Lo studio dei documenti epigrafici e l'approfondimento della struttura linguistica hanno contribuito all'identificazione e alla definizione dell'ethnos dei Reti, in modo diverso e complementare rispetto allo studio delle fonti storiche e archeologiche. Alla luce di recenti scoperte epigrafiche il quadro ricostruttivo può essere meglio definito: nuove domande sull'origine di questo popolo alpino, scaturite dalla riflessione linguistica, vengono offerte al confronto critico delle altre discipline dell'antichità.

Marco Moriggi, "Le scritture aramaiche e la loro evoluzione storica"


Martedì 24 febbraio 2012-Marco Moriggi (Università di Catania) "Le scritture aramaiche e la loro evoluzione storica" Nel corso della sua storia plurimillenaria la lingua aramaica è stata registrata in una ampia gamma di scritture. Alcune di queste ultime si sono affermate su larga scala e sono divenute mezzo di espressione di culture semitiche e non-semitiche. Altre si sono invece presto distinte come segno identificativo di specifici gruppi religiosi. Nel complesso della loro storia le scritture aramaiche sono state uno dei più diffusi sistemi di notazione scritta delle lingue del Vicino Oriente dall’antichità ai giorni nostri. Dai prototipi aramaici scaturiscono infatti da un lato la scrittura quadrata, da secoli connessa con le espressioni scritte della cultura ebraica, e dall’altro la scrittura araba, oggi in larga parte connessa alle manifestazioni linguistiche e letterarie del vasto orbe islamico, non solo di lingua araba. La storia della lingua aramaica si può ripercorrere attraverso testimonianze epigrafiche, papiri e manoscritti, che riflettono da un lato singole esperienze storiche e culturali, mentre dall’altro permettono di cogliere l’evoluzione delle forme dei caratteri, il ritmo e la tessitura delle scritture aramaiche.

Daniele Salvoldi, Iscrizioni geroglifiche egiziane di monumenti perduti nelle copie del XIX secolo:Alessandro Ricci


Martedì 19 aprile 2011 - Daniele Salvoldi (Accademia dei Lincei - Borsista British Academy 2011) "Iscrizioni geroglifiche egiziane di monumenti perduti nelle copie del XIX secolo: Alessandro Ricci".

Dopo la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto, il Paese fu meta di numerosi viaggiatori e amatori antiquari, interessati a scavare gli antichi siti in cerca di oggetti preziosi e a copiare iscrizioni geroglifiche e rilievi per arrivare finalmente ad una decifrazione dei geroglifici egiziani. Finanziati soprattutto dai consoli di Francia e Gran Bretagna, una legione di disegnatori e procacciatori di antichità operarano con zelo, passione e impegno enormi in quella che viene definita la Guerra dei Consoli. Fra di loro, Alessandro Ricci, un giovane medico toscano, spicca per personalità e precisione. Fra 1818 e 1822 si dedicò al rilievo epigrafico con abilità impressionante, lasciandoci copie preziosissime di antichi rilievi e iscrizioni oggi perdute. Solo in Nubia fra 1810 e 1818 ben tredici interi templi vennero distrutti: l'entità del lavoro di Ricci può essere misurata su questo dato. Dall'analisi delle sue copie epigrafiche si cercherà di arrivare ad una restituzione dei testi antichi ormai perduti, facendo una riflessione sul processo della decifrazione dei geroglifici e sull'importanza delle testimonianze ottocentesche per la disciplina egittologica.


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